Mondiali di triathlon IRONMAN 70.3 2026 a Nizza: Jelle Geens, Kristian Blummenfelt, Taylor Knibb, Marjolaine Pierré, Audrey Merle... Chi sono i favoriti?

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Da Luc Beurnaux

Pubblicato il gio 10 settembre 2026

Aggiornato il gio 10 settembre 2026

Mondiali di triathlon IRONMAN 70.3 2026 a Nizza: Jelle Geens, Kristian Blummenfelt, Taylor Knibb, Marjolaine Pierré, Audrey Merle... Chi sono i favoriti?

Sabato 12 e domenica 13 settembre Nizza ospiterà l’edizione 2026 dei Campionati del mondo di triathlon IRONMAN 70.3. In totale, sabato 3.000 donne si contenderanno i titoli Élite e di categoria, seguite domenica da 3.500 uomini. Una start list di altissimo livello, su una gara che per molti sarà il trampolino verso i Campionati del mondo IRONMAN, in programma quattro settimane più tardi a Kona, nelle Hawaii. L’analisi dei favoriti.

Quest’anno i due campionati del mondo IRONMAN 70.3 e IRONMAN sono separati da appena quattro settimane e si disputano in ordine inverso: i Mondiali IRONMAN 70.3 precederanno quelli IRONMAN. In questo senso, è un vantaggio per i triatleti intenzionati a partecipare a entrambe le competizioni, e saranno molti, perché potranno aumentare gradualmente il carico e recuperare in modo più adeguato. Ecco perché le start list annunciate sono ricche di atleti capaci di puntare a entrambi i titoli mondiali di questo finale di stagione 2026, nel triathlon di lunga distanza.

Chi può fermare Taylor Knibb tra le donne?

La rinuncia della campionessa in carica, la britannica Lucy Charles Barclay, ha tolto una grossa spina dal fianco delle avversarie. Ha scelto di saltare Nizza per concentrarsi sulla preparazione in vista di Kona e dei Mondiali IRONMAN, il suo obiettivo principale della stagione. Una decisione che ha anche una dimensione storica: dal 2011, nessuna campionessa in carica dell’IRONMAN 70.3 aveva rinunciato a difendere il titolo. Charles-Barclay preferisce quindi puntare sulla preparazione anziché accumulare obiettivi. La strada è libera per incoronare una nuova campionessa del mondo.

Un’atleta sembra naturalmente destinata a raccogliere questa eredità: l’americana Taylor Knibb. È una delle atlete più versatili del panorama mondiale e vanta già tre titoli mondiali IRONMAN 70.3, conquistati nel 2022, 2023 e 2024. Inoltre, è salita sul podio in ogni sua partecipazione ai Mondiali 70.3 dal 2021. In altre parole: quando prende il via, è quasi sempre della partita.

© Pablo Blazquez Dominguez/IRONMAN
Taylor KNibb

Il suo 2026, però, è più atipico. Knibb ha vinto l’IRONMAN 70.3 Oceanside, negli Stati Uniti, e chiuso seconda all’IRONMAN Texas, ma ha continuato anche a gareggiare nel circuito World Triathlon, conquistando tra l’altro una vittoria in Coppa del mondo a Edmonton, in Canada, e un settimo posto nella WTCS di Londra, in Gran Bretagna. Prima di Kona, per cui è qualificata, parteciperà anche ai Mondiali a cronometro di ciclismo a Montréal, in Canada, con la nazionale statunitense. Questa capacità di passare da un formato all’altro e da uno sport all’altro è proprio ciò che la rende così difficile da battere. A Nizza punterà al quarto titolo mondiale sui 70.3. E il percorso francese potrebbe adattarsi perfettamente al suo profilo di grande passista, capace di fare la selezione in bici prima di conservare energie sufficienti per correre molto forte.

La britannica Kat Matthews conosce alla perfezione la ricetta per disputare un grande Mondiale IRONMAN 70.3. Seconda alle spalle di Knibb nel 2023 e nel 2024, ha già dimostrato di saper rispondere presente quando la posta in palio si alza. Il suo 2026 è solido, con le vittorie all’IRONMAN New Zealand e negli IRONMAN 70.3 di Geelong, in Australia, e di Elsinore, in Danimarca. Possiede soprattutto la combinazione ideale per un percorso come quello di Nizza: grande efficienza in bici e la capacità di mantenere un ritmo elevato nella corsa dopo oltre due ore di gara.

© NIgel Roddis/IRONMAN
Kat Matthews

Un’altra candidata di primissimo piano è la norvegese Solveig Lövseth. Dal titolo mondiale IRONMAN conquistato lo scorso ottobre a Kona, nelle Hawaii, ha compiuto un salto di qualità impressionante. Seconda all’IRONMAN 70.3 Oceanside in primavera, ha poi vinto due IRONMAN, in Texas e ad Amburgo, in Germania. Il suo profilo è particolarmente interessante nel contesto di Nizza. Solveig Lövseth non è una semplice specialista di una disciplina: ha le qualità per restare a contatto in tutte e tre le frazioni e sembra aver guadagnato ulteriore maturità dopo il titolo mondiale.

© Donald Miralle/IRONMAN
Solveig Løvseth (al centro)

Andrà tenuta d’occhio anche la tedesca Laura Philipp, che non arriva certo in territorio sconosciuto. Nel 2024 aveva vinto a Nizza il Campionato del mondo IRONMAN, al termine di una dimostrazione che l’aveva portata in vetta alla gerarchia mondiale della lunga distanza. Quest’anno si è imposta anche nell’IRONMAN 70.3 Zell am See, in Austria, poche settimane fa. Il suo grande obiettivo per il 2026 resta però il Mondiale IRONMAN di Kona. Questo, ovviamente, non significa che rinuncerà a giocarsi la vittoria a Nizza.

© Jasmin Walter/IRONMAN
Laura Philipp

Per il pubblico francese, Marjolaine Pierré sarà naturalmente una delle atlete da seguire con particolare attenzione. Conosce bene la regione e arriva con un curriculum che autorizza ogni ambizione: due volte campionessa del mondo di lunga distanza nella versione World Triathlon, a Ibiza nel 2023 e a Pontevedra nel 2025, lo scorso anno aveva chiuso quinta ai Mondiali IRONMAN 70.3 di Marbella. Nel 2026 Marjolaine Pierré ha vinto l’IRONMAN 70.3 Aix-en-Provence prima di conquistare il secondo posto ai Campionati europei IRONMAN 70.3 di Jönköping, in Svezia, alle spalle della tedesca Bianca Bogen, poche settimane fa. Poi è partita per un ritiro a Font Romeu. Arriva quindi con una preparazione costruita appositamente per questo grande appuntamento.

© Pablo Blazquez Dominguez/IRONMAN
Marjolaine PIerre

Dietro questo quintetto, la lista delle outsider assomiglia quasi a quella delle favorite. La tedesca Bianca Bogen, campionessa europea IRONMAN 70.3 in carica, è in piena crescita. Quinta al T100 Gold Coast, in Australia, all’inizio dell’anno, sesta al T100 Vancouver, in Canada, e già vincitrice del 70.3 Hradec Králové, in Repubblica Ceca, ha ormai abbastanza risultati per puntare al podio mondiale.

Bisognerà tenere d’occhio le svizzere Julie Derron, recente vincitrice del T100 Vancouver, e Imogen Simmonds, quinta a Vancouver e terza ai Mondiali IRONMAN 70.3 del 2023 a Lahti, in Finlandia.

E le altre francesi?

Diverse francesi meritano attenzione. Audrey Merle, ex campionessa mondiale U23 e olimpionica a Rio 2016, quest’anno ha firmato un ottimo terzo posto all’IRONMAN 70.3 Oceanside, negli Stati Uniti, e un quarto a Elsinore, in Danimarca. Il suo passaggio nel circuito T100, con l’ottavo posto a Pamplona, in Spagna, e il dodicesimo a Vancouver, in Canada, dimostra la sua capacità di misurarsi con le migliori al mondo e di essersi adattata bene al triathlon di lunga distanza.

© Challenge Family
Audrey Merle

Aurélia Boulanger arriva invece con un percorso più singolare. Dopo un periodo molto difficile tra il 2024 e la metà del 2025, segnato dalla depressione, la francese del Gard ha ritrovato la strada della performance. A giugno ha vinto l’IRONMAN 70.3 Mont-Tremblant, in Canada, ottenendo così la qualificazione per Nizza, e all’inizio di agosto ha chiuso terza all’IRONMAN 70.3 di Cracovia, in Polonia.

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Aurelia Boulanger

Anche Anne-Sophie Pierre, seconda all’IRONMAN 70.3 di Swansea, in Galles, a luglio, sarà al via. Il suo percorso merita di per sé attenzione: ha iniziato a praticare triathlon nel 2020, prima di subire nel 2021 una durissima caduta in bici che le ha causato diverse fratture vertebrali e l’ha tenuta lontana dal suo miglior livello per quasi un anno e mezzo.

© Niggel Roddis / IRONMAN
Anne-Sophie Pierre

Infine, Nikita Paskiewiez tenterà una scommessa particolarmente ambiziosa: disputare sia Nizza sia Kona. Qualificata per entrambi gli appuntamenti, arriva però con qualche interrogativo legato al tendine d’Achille, anche se non ha più avvertito dolore in occasione del suo 15º posto all’IRONMAN 70.3 Zell am See, in Austria, poche settimane fa.

Quanto a Julie Iemmolo, infortunatasi allo scafoide all’inizio di luglio, sarà soprattutto al via per godersi l’evento, con una preparazione inevitabilmente condizionata.

Tra gli uomini, Jelle Geens contro la corazzata norvegese

Saranno circa 3.500 gli uomini al via. La gara professionistica potrebbe trasformarsi ancora una volta in un confronto tra Belgio e Norvegia.

Il primo nome che viene naturale è quello del campione in carica: il belga Jelle Geens. Ha vinto le ultime due edizioni dei Mondiali IRONMAN 70.3. A Marbella, in Spagna, lo scorso novembre aveva preceduto il norvegese Kristian Blummenfelt di appena tre secondi dopo 113 chilometri di gara. I due si sono ritrovati pochi mesi più tardi in Australia, all’IRONMAN 70.3 di Geelong, dove il norvegese si è preso la rivincita.

© Carles Iturbe / IRONMAN
Jelle Geens

Kristian Blummenfelt resta quindi uno dei grandi favoriti. Campione olimpico a Tokyo, campione del mondo IRONMAN nel 2021 e campione del mondo IRONMAN 70.3 nel 2022, vanta probabilmente uno dei palmarès più impressionanti del parterre. Quest’anno ha vinto l’IRONMAN 70.3 Oceanside, negli Stati Uniti, e l’IRONMAN Texas.

© Pablo Blazquez Dominguez/IRONMAN
Kristian Blummenfelt

Ma sarebbe un errore ridurre la Norvegia a Blummenfelt. Casper Stornes, campione del mondo IRONMAN in carica, aveva chiuso terzo ai Mondiali IRONMAN 70.3 di Marbella, alle spalle di Geens e Blummenfelt. Da allora ha confermato la sua regolarità, con due terzi posti all’IRONMAN 70.3 Oceanside e all’IRONMAN Texas, prima di vincere con autorità l’IRONMAN di Francoforte, prova valida per il campionato europeo sulla distanza regina.

© Jan Hetfleisch/IRONMAN
Casper Stornes

Al suo fianco ci sarà il connazionale Gustav Iden, che ritroverà un luogo dal forte valore simbolico: a Nizza aveva conquistato il suo primo titolo mondiale IRONMAN 70.3, nel 2019. Secondo all’IRONMAN di Francoforte quest’anno, resta naturalmente un candidato al podio.

I tedeschi possono inserirsi nel duello?

Saranno diversi i tedeschi che proveranno a inserirsi tra questi favoriti. Rico Bogen, soprattutto, possiede un’arma che pochi altri possono vantare: sa già cosa significa diventare campione del mondo IRONMAN 70.3. Il tedesco aveva conquistato il titolo nel 2023.

Andrà seguito anche Lasse Nygaard Priester, autore di una stagione particolarmente regolare: cinque podi in cinque gare, con le vittorie negli IRONMAN 70.3 di Svezia e Zell am See-Kaprun, in Austria, il secondo posto all’IRONMAN 70.3 Valencia, in Spagna, e il terzo all’IRONMAN 70.3 Pays d’Aix, in Francia. A questi risultati si aggiunge il secondo posto al T100 di San Francisco, negli Stati Uniti. Jonas Schomburg completa un trio tedesco particolarmente competitivo e ricco di qualità.

© Jan Hetfleisch/IRONMAN
Lasse Nygaard Priester,

E gli olimpionici?

Il parterre offre anche una notevole collezione di medagliati e partecipanti olimpici. Il neozelandese Hayden Wilde, argento olimpico a Parigi 2024, è tra gli uomini capaci di sovvertire i pronostici. Lo stesso vale per gli americani Morgan Pearson e Seth Rider, oltre che per il britannico Sam Dickinson. E soprattutto per il belga Marten Van Riel. Ha fatto un ingresso dirompente nel circuito IRONMAN 70.3: è imbattuto sulla distanza dal 2019. Nel 2026 ha vinto l’IRONMAN Lake Placid, negli Stati Uniti, e l’IRONMAN 70.3 Elsinore, in Danimarca, chiudendo inoltre secondo all’IRONMAN Texas. A Nizza, Van Riel sarà quindi molto più di un outsider.

I francesi senza Sam Laidlow e Vincent Luis

In casa Francia, Sam Laidlow, campione del mondo IRONMAN 2023, preferisce preparare i Mondiali IRONMAN di Kona partecipando, proprio quella domenica, al Challenge Samarkand, in Uzbekistan, dove troverà un percorso ciclistico più pianeggiante e più simile a quello di Kona.

Gli sguardi dei tifosi francesi si erano quindi rivolti verso Vincent Luis, alla sua ultima stagione. Lo scorso luglio aveva sfiorato il podio, chiudendo quarto all’IRONMAN 70.3 Boise, negli Stati Uniti, dopo essersi qualificato per i Mondiali IRONMAN 70.3 di Nizza a fine 2025 vincendo l’IRONMAN 70.3 Bahrain. Purtroppo l’icona francese non sarà a Nizza, e darà appuntamento ai suoi tifosi direttamente a Kona, per la sua ultima danza ai Campionati del mondo IRONMAN. A inizio stagione aveva ottenuto un solido quarto posto all’IRONMAN Texas, seguito dal quinto ai Campionati europei IRONMAN di Francoforte.

In assenza di questi leader naturali, diversi francesi possono puntare alla top 15: Simon Viain sta mostrando una notevole regolarità nel 2026: terzo all’IRONMAN 70.3 Elsinore, quarto all’IRONMAN 70.3 Swansea, sesto all’IRONMAN 70.3 Zell am See e quarto all’IRONMAN 70.3 Valencia. La top 10, e forse qualcosa di più, è alla sua portata.

© Nigel Roddis/IRONMAN
Simon Viain

Quentin Barreau, primo francese ai Mondiali IRONMAN 70.3 di Nizza nel 2025, quando aveva chiuso dodicesimo, torna con un’esperienza in più. Vincitore di un IRONMAN 70.3 in Ecuador nel 2025, quest’anno ha chiuso undicesimo al Challenge Samorin e partecipato all’IRONMAN di Francoforte. Un passaggio a Font-Romeu in agosto dovrebbe permettergli di arrivare con le riserve energetiche al meglio.

Anche Nathan Guerbeur si è garantito la doppia qualificazione per Nizza e Kona. Ex specialista del duathlon, dal 2024 professionista a tempo pieno nel triathlon di lunga distanza, quest’anno ha chiuso ottavo all’IRONMAN di Francoforte e quinto all’IRONMAN 70.3 Pays d’Aix.

Andrà seguito anche il combattente Casimir Moine, autore di una spettacolare stagione 2025 con tre podi in quattro gare, comprese le vittorie all’IRONMAN 70.3 Tours e all’IRONMAN 70.3 Perù. Nel 2026 ha inoltre chiuso secondo all’IRONMAN 70.3 Punta del Este, in Uruguay, e quinto a Vitoria-Gasteiz, in Spagna.

Valentin Rouvier, campione francese di... canicross nel 2025, ha chiuso 9º all’IRONMAN 70.3 Kraichgau, in Germania, e 8º all’Embrunman 2026.

© Thomas Devard
Félix Forissier

Félix Forissier, tre volte campione del mondo di cross-triathlon e campione del mondo XTerra 2025, correrà a Nizza la sua prima gara internazionale di rilievo su una bici da strada. Completa una delegazione francese ricca di profili diversi e ambiziosi.