IRONMAN World Championship 2026, a Hawaii i favoriti sognano la gloria
Sabato 10 ottobre 2026 sarà una data storica per il triathlon IRONMAN mondiale: dopo sette anni di assenza torna infatti un campionato del mondo IRONMAN unificato. Ben 2548 triatleti e triatlete si contenderanno il titolo mondiale sulla distanza regina, in un’unica giornata di gara, nelle rispettive categorie d’età e tra i professionisti. Nell’arcipelago delle Hawaii, là dove tutto ebbe inizio nel 1978...
Il triathlon mondiale ritrova le sue tradizioni, con grande soddisfazione della sua comunità. Dopo che IRONMAN Group aveva separato uomini e donne, in un periodo in cui la parola inclusione è sulla bocca di tutti, e aveva introdotto una rotazione delle sedi dei Campionati del mondo IRONMAN, tutto torna ora alle origini di questo sport: un Campionato del mondo a Kailua-Kona, sulla Big Island delle Hawaii, disputato in un’unica giornata e con uomini e donne al via nello stesso giorno.
I 2548 triatleti qualificati, di cui appena il 27% donne, ritroveranno gli ingredienti che hanno costruito il fascino e la reputazione della gara:
Una frazione di nuoto di 3800 m nelle acque calde del Pacifico, senza muta, dove i distacchi possono crearsi rapidamente anche a causa delle numerose correnti insidiose.
Un asfalto rovente da affrontare in bici per 180 km e 1500 m di dislivello positivo lungo il saliscendi della Queen K Highway, fino al giro di boa di Hawi, prima del logorante rientro, spesso con vento contrario.
E poi una maratona infernale di 42,195 km, mentre il mercurio sale tra i campi di lava dell’Energy Lab e i rettilinei interminabili di Alii Drive.
Le favorite della gara Elite femminile
Saranno 54 le professioniste al via della gara Elite femminile, in programma alle 6:30, le 18:30 in Francia, che chiuderà la stagione 2026 dell’IRONMAN Pro Series. In palio ci sarà una parte del montepremi di 375.000 dollari statunitensi riservato ai professionisti, con 125.000 dollari destinati alla vincitrice, la stessa cifra prevista per il vincitore uomini.
La campionessa del mondo in carica, la norvegese Solveig Lövseth, partirà con il pettorale F1. Tornerà a Kona con l’obiettivo di difendere il titolo conquistato in modo spettacolare e inatteso lo scorso anno, al suo primo Campionato del mondo IRONMAN. La norvegese aveva rimontato diverse avversarie negli ultimi chilometri della maratona, imponendosi in 8h28’27.
La striscia vincente è proseguita nel 2026 con i successi all’IRONMAN Texas negli Stati Uniti e all’IRONMAN Hambourg in Germania, oltre al quarto posto agli ultimi Campionati del mondo IRONMAN 70.3 di Nizza in Francia.
Tra le atlete intenzionate a mettere in discussione il dominio di Solveig Lövseth c’è la britannica Kat Matthews, due volte vincitrice dell’IRONMAN Pro Series e seconda a Kona lo scorso anno, anche grazie alla maratona più veloce del 2025, chiusa in 2h47’23.
Tre volte medaglia d’argento ai Campionati del mondo IRONMAN, arriverà a Kona dopo aver vinto l’IRONMAN Nuova Zelanda, oltre agli IRONMAN 70.3 Geelong in Australia e a Elsinore in Danimarca durante la stagione 2026.
Anche la tedesca Laura Philipp sarà una delle principali candidate al titolo. Campionessa del mondo IRONMAN 2024 a Nizza, lo scorso anno aveva chiuso terza a Kona, conquistando il terzo podio consecutivo ai Mondiali IRONMAN. Affronterà questa edizione con grande fiducia, dopo aver stabilito a metà agosto il nuovo record dell’IRONMAN Kalmar 2026 in Svezia, con il tempo di 8h13’17.
Le due superfavorite, però, saranno la britannica Lucy Charles-Barclay e l’americana Taylor Knibb, entrambe di ritorno sull’isola hawaiana con ambizioni rinnovate. Per entrambe sarà l’occasione di lasciarsi alle spalle la disavventura di Kona 2025. Lo scorso anno erano in corsa per la vittoria sullo stesso percorso, prima di essere costrette al ritiro durante la maratona.
Lucy Charles-Barclay ha rinunciato ai Mondiali IRONMAN 70.3 di Nizza per rifinire la preparazione in vista di questa gara, di cui conosce bene la ricetta dopo averla vinta nel 2023. Taylor Knibb, invece, a Nizza ha conquistato il quarto titolo mondiale IRONMAN 70.3, ma la vittoria sulla distanza regina continua a sfuggirle, come dimostra il secondo posto ottenuto all’IRONMAN Texas lo scorso aprile.
Una lunga lista di outsider a caccia del podio
La canadese Paula Findlay disputerà a Kona il suo primo Campionato del mondo IRONMAN. Si è affermata come una seria candidata sulla lunga distanza vincendo in modo impressionante l’IRONMAN Lake Placid negli Stati Uniti il 19 luglio scorso, alla sua prima gara IRONMAN.
Anche la svizzera Julie Derron sarà tra le debuttanti più attese. Medaglia d’argento ai Giochi olimpici di Parigi 2024, ha conquistato la qualificazione per Kona vincendo l’IRONMAN Thun in casa, in Svizzera, all’inizio di luglio. Ha poi proseguito la preparazione per le Hawaii con il secondo posto ai Mondiali IRONMAN 70.3 di Nizza.
La profondità del campo partenti sarà ulteriormente rafforzata dalla neozelandese Hannah Berry, quarta a Kona lo scorso anno. Ha conquistato con largo anticipo la qualificazione per le Hawaii 2026, chiudendo seconda all’IRONMAN Nuova Zelanda a marzo, prima di crescere di condizione nel corso della stagione e vincere, tra le altre gare, l’IRONMAN 70.3 Sunshine Coast in Australia il 13 settembre scorso.
L’austriaca Lisa Perterer, quinta a Kona lo scorso anno alla sua prima apparizione sull’isola, ha seguito un percorso di preparazione simile. La vittoria all’IRONMAN Cozumel in Messico, alla fine del 2025, le ha tolto presto la pressione della qualificazione per le Hawaii 2026. Ha così potuto preparare con serenità questo appuntamento, ottenendo due quinti posti all’IRONMAN Hambourg in Germania e a Lake Placid negli Stati Uniti a metà stagione.
Tre francesi al via tra le Elite
Quattro professioniste francesi avevano conquistato lo slot per questa edizione 2026. Ma Julie Iemmolo non ci sarà. Infortunata al polso, l’atleta del sud della Francia era stata costretta al ritiro ai Mondiali 70.3 di Nizza. Una settimana dopo era tornata in gara vincendo il triathlon M di Istres e aveva completato il primo allenamento di nuoto davvero impegnativo a una settimana dall’appuntamento mondiale. Troppo tardi per sperare di fare bene.
Marjolaine Pierré, invece, è arrivata regolarmente a destinazione. Il quinto posto di Nizza le ha lasciato diversi rimpianti, ma anche qualche certezza, soprattutto sulle proprie capacità in bici. Come ci ha spiegato il giorno dopo la gara di Nizza, cercherà soprattutto di non farsi sopraffare dalla portata dell’evento, come era accaduto lo scorso anno alla sua prima esperienza alle Hawaii.
Annę-Sophie Pierre scoprirà Kona quest’anno e ha fatto di tutto per acclimatarsi alle condizioni specifiche, arrivando sull’isola alla fine di settembre.
Nikita Paskiewiez, qualificata grazie al terzo posto all’IRONMAN Lanzarote 2026 in Spagna, affronterà anche lei Kona per la prima volta, dopo aver chiuso i Mondiali IRONMAN 70.3 2026 al 28° posto.
Un campo partenti mai così competitivo tra gli uomini
Tra gli uomini, il cui via è fissato alle 6:20 del mattino, le 18:20 in Francia, il campione in carica norvegese Casper Stornes non potrà difendere il titolo conquistato lo scorso anno a Nizza. Investito da un’auto il 25 settembre scorso durante un allenamento, Stornes ha dovuto rinunciare alla gara e si sta curando per una frattura alla clavicola destra e una alla vertebra L3.
La Norvegia perde così un elemento chiave, ma potrà contare su altre due carte: Gustav Iden, campione proprio qui nell’ottobre 2022, e soprattutto l’irresistibile Kristian Blummenfelt, apparso in forma smagliante all’ultimo IRONMAN 70.3 di Nizza. Con qualche chilometro in più nella corsa, «Big Blu» avrebbe probabilmente raggiunto gli avversari sulla Promenade des Anglais, strappando il titolo mondiale al neozelandese Hayden Wilde. Si è dovuto accontentare del secondo posto, al termine di una mezza maratona corsa in 1h05’12, un risultato che fa ben sperare in vista delle Hawaii, se riuscirà a mantenere questo livello di forma. La sua stagione è stata segnata anche dalla vittoria all’IRONMAN Texas negli Stati Uniti il 18 aprile, con una maratona chiusa in 2h30’47.
Il suo compagno Gustav Iden, vicecampione del mondo IRONMAN 2025, non si nasconderà. Ha già vinto a Kona nel 2022, sa come si fa e sembra essere tornato al suo livello migliore, come dimostra il secondo posto all’IRONMAN Hambourg in Germania alla fine di giugno.
Il belga Marten Van Riel sembra aver completato alla perfezione la transizione verso l’IRONMAN. Se il connazionale Jelle Geens brilla sulla distanza 70.3, lui ha fatto sua la distanza regina. Quest’anno ha vinto la gara di Lake Placid negli Stati Uniti e chiuso secondo in Texas, sempre negli Stati Uniti. Conosce però meno bene il percorso e l’atmosfera hawaiana rispetto ai principali avversari, perché non ci ha mai gareggiato.
Esattamente il contrario di Patrick Lange, il tedesco tre volte vincitore a Kona, l’ultima nel 2024, ultimo rappresentante della generazione precedente, quella che spesso dedicava un’intera carriera alla distanza mitica.
Nel 2018 fu il primo a scendere sotto le otto ore a Kona. Secondo a Lanzarote in Spagna lo scorso maggio e nono al Challenge Roth in Germania all’inizio di luglio, da allora non è più tornato in gara, risparmiando energie preziose in vista di quella che, a 40 anni, dovrebbe essere una delle sue ultime partecipazioni a Kona. Ha annunciato infatti il ritiro al termine della stagione 2027. Le sue qualità nella corsa, la conoscenza del percorso e la sua esperienza tattica potrebbero rivelarsi alleati preziosi.
Il connazionale Jonas Schomburg, altro atleta proveniente dal triathlon olimpico, potrebbe aiutarlo a tenere alto il nome della Germania. Vincitore dell’IRONMAN Kalmar in Svezia a metà agosto in 7h22’57, il 32enne avrà come unico svantaggio la poca esperienza a Kona.
Ma anche il francese Sam Laidlow non ne aveva molta quando chiuse secondo la gara nel 2022. Campione del mondo IRONMAN l’anno successivo a Nizza, il francese ha poi ottenuto il 18° posto a Kona nel 2024 e il quinto ai Mondiali IRONMAN 2025 di Nizza. Nel 2026 ha gareggiato con grande efficacia: vittoria all’IRONMAN 70.3 Valence in Spagna ad aprile, all’IRONMAN Lanzarote in Spagna a maggio, al Challenge Roth in Germania a luglio, con il nuovo record di 7h21’04, e al Challenge Samarkand in Uzbekistan a metà settembre. Il confronto con i suoi grandi rivali norvegesi è molto atteso.
In assenza di Léon Chevalier, quarto a Kona nel 2024, Sam Laidlow sarà affiancato dai rookie Pierre Le Corre e Vincent Luis. Dopo anni condivisi e ricchi di successi nella squadra olimpica francese, entrambi hanno scelto la strada dell’IRONMAN e si ritroveranno per la prima volta sulla Big Island.
Il bretone Le Corre, 36 anni, ha conquistato molto presto la qualificazione, a marzo, chiudendo secondo l’IRONMAN Nuova Zelanda al suo esordio sulla distanza, con un Sub8 in 7h48’26. Ha concluso la preparazione con il secondo posto al Triathlon XL di Gérardmer all’inizio di settembre.
Vincent Luis ha conquistato la qualificazione a 37 anni, chiudendo quarto all’IRONMAN Texas negli Stati Uniti, nell’aprile 2026, in 7h25’29. Il secondo test di preparazione sulla distanza IRONMAN, disputato quest’anno a Francoforte in Germania lo scorso giugno, è stato purtroppo accorciato dal caldo estremo: 125 km in bici invece di 180 e una mezza maratona al posto della maratona. Luis aveva chiuso quinto. Speriamo che il due volte campione del mondo olimpico non paghi la mancanza di riferimenti per quella che potrebbe somigliare alla sua ultima danza.
Il contingente dei professionisti francesi sarà completato da Nathan Guerbeur, Arnaud Guilloux e Damien Le Mesnager. Arthur Horseau ha dovuto rinunciare per un infortunio ai tendini di una caviglia e al tendine d’Achille.
2427 triatleti ai Mondiali IRONMAN
Saranno 2427 i triatleti delle categorie d’età, secondo i dati ufficiali dell’organizzazione, a partecipare a questi Campionati del mondo IRONMAN nella mecca del triathlon. Tra loro ci saranno 156 francesi, sempre secondo i dati ufficiali, che fanno della Francia la quarta delegazione più numerosa, dietro a Stati Uniti, con 589 qualificati, Germania, con 279, e Australia, con 166.
La categoria maschile più numerosa è quella 55-59 anni, con 276 triatleti a contendersi il titolo mondiale. Tra le donne, due categorie condividono il primato: 30-34 anni e 45-49 anni, con 85 qualificate ciascuna. Le prime batterie partiranno alle 6:38, le 18:38 in Francia, secondo la seguente suddivisione: