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La grande storia del triathlon a Nizza
© Mike Plant

La grande storia del triathlon a Nizza

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Da Luc Beurnaux

Pubblicato il lun 7 settembre 2026

Aggiornato il lun 7 settembre 2026

Tra pochi giorni Nizza ospiterà i Campionati del mondo IRONMAN 70.3. L’occasione giusta per tornare ai legami, sottili ma solidi, tra la città e il triathlon: una storia che dura da quasi 45 anni.

Se l’America ha il suo triathlon mitico delle Hawaii, allora l’Europa ha il suo, a Nizza.

In effetti, è proprio per contrastare la prova hawaiiana che il triathlon entra nella storia di Nizza, nel 1982. E per un colpo del destino Nizza diventa una roccaforte del triathlon francese e mondiale. Merito della visione di un solo uomo: l’americano Mark McCormack. Avvocato, agente di sportivi professionisti (soprattutto nel golf e nel tennis), autore prolifico, McCormack è anche il fondatore di quella che è stata una delle più grandi agenzie di marketing sportivo al mondo, IMG (International Management Group). Come molti suoi connazionali, nel 1982 McCormack resta folgorato dalle immagini di Julie Moss che taglia il traguardo alle Hawaii quasi strisciando. In quel finale vede tutti gli ingredienti di una nuova avventura dei tempi moderni. E si affretta a replicare in Europa il modello dell’Ironman delle Hawaii: per conquistare il Vecchio Continente ed esportare una ricetta che, dall’altra parte dell’Atlantico, funziona eccome.

Un progetto inizialmente previsto a Monaco

La location è già scelta: Monaco. Ma la morte improvvisa della Principessa Grace manda all’aria l’evento nel Principato. McCormack non vuole perdere tempo, nella sua gara contro il tempo con le Hawaii, e trova in fretta una nuova sede per il suo triathlon di lunga distanza: sarà Nizza, con la Baie des Anges, l’entroterra e la Promenade des Anglais.

Fino ad allora, in Europa il triathlon di lunga distanza è quasi un’anomalia. C’è stato sì un formato lungo (2/200/20) a Plzen, nella Cecoslovacchia dell’epoca, nel 1980, e altri tentativi nei Paesi Bassi, in Ungheria, nella Germania Ovest e nella Germania Est nel 1981. Ma nessun posto ha i punti di forza della French Riviera e della posizione di Nizza, e nessun organizzatore ha il peso o i mezzi di McCormack.

57 pionieri alla prima edizione

Il 20 novembre 1982 va in scena il primo triathlon internazionale di lunga distanza in Francia: 1.500 m di nuoto nel Mediterraneo, 100 km di bici nell’entroterra e 42,2 km a piedi. In 57, “svitati” quanto basta, si buttano in costume nella Baie des Anges, con l’acqua a 14 °C: 9 francesi e una francese, Majo Bouteleux.

In 40 vedranno il traguardo, 17 si ritireranno e 7 finiranno in ospedale. Perfino John Howard, vincitore alle Hawaii nel 1981, “affonda” nel nuoto ed è costretto al ritiro.

Dopo i 1.500 metri di nuoto, l’inglese Flagerty esce per primo dall’acqua. In bici viene presto ripreso dall’olandese Axel Koenders, che tiene vivo il suspense per tutti i 100 chilometri. Ma la maratona gli spegne le gambe.

Un certo Mark Allen, americano, lo supera, seguito dai connazionali Scott Molina, Scott Tinley, Jeff Tinley (il fratello) e da altri ancora. Allen vince la prova inaugurale in 6h33’52. Il primo europeo è un olandese, Jim Koster, 7° al traguardo. Il primo francese, Jean-Paul Theulin, chiude 15° (8h14’12). Majo Bouteleux, prima triatleta francese, termina in 10h41’37.

Uno sport reso popolare da un reportage di Antenne 2

Un mese dopo, Antenne 2 manda in onda “Voyage au bout de la souffrance”. Pochi telespettatori si sottraggono a quel reportage. Le critiche, a volte, sono taglienti, come quella di Jacques Belin (Télérama), che scrive: « È senza dubbio anche un record di cattivo gusto. » oppure « A forza di voler dimostrare, si rischia di ottenere l’opposto dell’obiettivo ».

Accoglienza piuttosto fredda, ma McCormack non si ferma. Nella sua corsa all’egemonia contro le Hawaii, l’americano mette sempre più risorse. Nel 1983 adatta il formato (che diventa 4/120/32), sposta la data a settembre e introduce un sistema di premi per attirare i migliori. L’anno dopo, a Nizza si presentano oltre 400 concorrenti.

Nel 1985 il montepremi cresce ancora (con 10.000 dollari per il vincitore) e vengono distribuiti gettoni di presenza. Le tv rivali ABC (pro-Hawaii) e CBS (pro McCormack) si sfidano a colpi di dollari.

Per accaparrarsi il parterre più prestigioso e la maggiore visibilità, vale tutto. L’edizione 1985 viene spostata a ottobre, nello stesso mese delle Hawaii. Così una o l’altra gara si ritrova senza alcuni dei migliori atleti. Quell’anno Nizza attira probabilmente il campo partenti più ricco, con il Big Four americano, il beniamino di casa Yves Cordier e il miglior europeo del momento, Rob Barel.

Tra le donne ci sono le nordamericane Erin Baker, Silviane Puntous, Paula Newby Fraser. Il pubblico può avvicinare da vicino tutte queste star. Il triathlon di Nizza si costruisce una reputazione e la sua popolarità cresce.

Yves Cordier ripreso a 800 m dal traguardo nel 1992

Nel 1986 si supera la soglia dei 1.000 partenti. Nel bene e nel male. In acqua, a parte la top 20, tutti tagliano il percorso. In bici, la strada non è chiusa: la grande maggioranza sale i colli in gruppo. Impossibile penalizzare così tanti irregolari. Schifati da quel drafting di massa, molti concorrenti abbandonano l’edizione durante la corsa a piedi. Il prezzo del successo?

Si archivia in fretta quel caos e si corregge la rotta per le edizioni successive. Nel 1987 Hervé Niquet è il primo francese a salire sul podio (terzo). L’anno dopo Rob Barel diventa il primo europeo a vincere a Nizza. Mark Allen è assente, dettaglio tutt’altro che secondario.

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Nel 1992 Mark Allen supera Yves Cordier nell’ultimo chilometro e vince

Nel 1991 arriva il primo podio di Yves Cordier, l’ambizioso atleta di casa. L’anno dopo tutti pensano che sarà il primo francese a vincere a Nizza. Alla fine della bici ha 4’50 di vantaggio su Barel e 9 minuti su Allen. Scortato da tutte le moto della tv sul tratto di corsa a piedi tra Nizza e Antibes (andata e ritorno), Cordier diventa il bersaglio perfetto per Allen. Poco alla volta l’americano rientra, fino a superarlo e “crocifiggerlo” a 800 metri dal traguardo!

Mark Allen, 10 vittorie in bacheca

Bisognerà aspettare altri 10 anni (e la vittoria di Gilles Reboul nel 2001) per vedere finalmente un francese trionfare nella gara maschile! Nel frattempo Isabelle Mouthon salva l’onore, vincendo tra le donne nel 1993. Quell’anno Mark Allen conquista qui il suo 10° e ultimo titolo. McCormack, dopo aver centrato l’obiettivo di creare a Nizza un evento planetario, si fa da parte. Finiscono gli anni folli.

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Isabelle Mouthon, vincitrice nel 1993 e campionessa del mondo di lunga distanza nello stesso luogo l’anno successivo.

La gara passa sotto l’egida della federazione francese di triathlon

La federazione francese di triathlon e la Città di Nizza prendono in mano l’evento. Ma le istituzioni pubbliche e federali non hanno gli stessi mezzi del gruppo privato americano. Né la stessa forza di marketing. L’interesse popolare resta alto, però la gara perde appeal per i migliori. L’ITU assegna a Nizza diverse edizioni dei Campionati del mondo di lunga distanza, e questo evita il declino. Negli anni 2000 arriva una “francesizzazione” dell’evento, con una fortissima squadra di Francia di lunga distanza: François Chabaud, Gilles Reboul, Hervé Faure, Cyrille Neveu, Julien Loy brillano. Dopo 11 edizioni, la FFTRI lascia il testimone.

© IRONMAN
Gilles Reboul, primo vincitore francese a Nizza nel 2001

IRONMAN riprende il testimone nel 2005

Nel 2005, Yves Cordier, ormai alla guida di IRONMAN France, riprende il testimone. Il marchio Ironman, il know-how dell’azienda e la conoscenza dell’ambiente da parte di Cordier ridanno smalto alla gara. Le iscrizioni vanno “sold out” mesi prima. Quasi 3.000 triatleti vogliono misurarsi con un percorso considerato tra i più belli del circuito Ironman. Il mare piatto (quasi sempre) all’alba, il Col d’Èze, l’asfalto rovente della Promenade per una maratona infinita: ingredienti che alimentano la leggenda. Riportata a giugno, diventa un appuntamento forte dell’estate. E anche il terreno di caccia di chi prepara la stagione su misura per Nizza.

Un percorso da specialisti

Lo spagnolo Marcel Zamora, cinque volte vincitore, su questo tracciato nervoso trova il set perfetto per un’ultima prova generale prima di Embrun. Il belga Frederik Van Lierde, anche lui cinque volte vincitore, si esalta tra i saliscendi dell’entroterra, proprio come la connazionale Tine Deckers (cinque vittorie). La concorrenza dell’Ironman Frankfurt, a luglio, o di Roth (luglio), e la durezza del percorso hanno probabilmente impedito a Nizza di avere start list ancora più dense. Le star dell’Ironman diventano rarissime a Nizza. I migliori non si avventurano più come negli anni d’oro: troppo rischioso, forse.

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Marcel Zamora, cinque volte vincitore

Finché IRONMAN non introduce una rotazione per la sua grande finale mondiale, a partire dal 2023. Una decisione che fa scandalo tra i puristi e riporta in auge la rivalità tra Nizza e Hawaii. Un anno tocca a Nizza ospitare i Mondiali IRONMAN, l’anno dopo a Kona, alle Hawaii. Così, un anno sì e uno no, i più grandi campioni della distanza regina arrivano a Nizza. Nel 2023 i nizzardi hanno la fortuna di vedere trionfare Sam Laidlow, primo francese campione del mondo IRONMAN.

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Sam Laidlow, primo francese campione del mondo IRONMAN, a Nizza nel 2023

Fine della rotazione con le Hawaii e gare spostate a settembre

Nell’aprile 2025, IRONMAN accoglie le richieste della community e decide di chiudere questo turn-over dopo il 2026: Kona si riprende definitivamente la finale IRONMAN, che tornerà a riunire uomini e donne alle Hawaii, a fine ottobre.

L’elezione del nuovo sindaco Eric Ciotti, nel marzo 2026, cambia di nuovo le carte: previsti inizialmente nel 2026, 2028 e 2030, i Campionati del mondo IRONMAN 70.3 si terranno ormai solo nel 2026. E le classiche prove nizzarde del circuito IRONMAN vengono spostate a settembre (invece che a giugno) fino al 2029, per alleggerire il centro città e l’entroterra durante il periodo estivo.

Eppure, nel cuore dei triatleti, Nizza resterà Nizza. Per sempre. Un faro in un calendario della lunga distanza ormai affollatissimo, con una Storia, delle storie, una risonanza e una notorietà senza pari.

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