IRONMAN World Championship 2026, a Kona i favoriti sognano la gloria

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Da Luc Beurnaux

Pubblicato il mar 6 ottobre 2026

Aggiornato il mer 7 ottobre 2026

IRONMAN World Championship 2026, a Kona i favoriti sognano la gloria

Sabato 10 ottobre 2026 sarà una data storica per il triathlon IRONMAN mondiale. Dopo sette anni di assenza torna infatti un campionato del mondo IRONMAN unificato: 2548 triatleti e triatlete si contenderanno il titolo sulla distanza regina, in una sola giornata di gara, nelle rispettive categorie d’età e tra i Pro. Nell’arcipelago hawaiano, là dove tutto ebbe inizio nel 1978...

Il triathlon mondiale ritrova le sue tradizioni, con grande soddisfazione della sua comunità. Dopo che IRONMAN Group aveva separato uomini e donne e introdotto una rotazione delle sedi dei Campionati del mondo IRONMAN, in un periodo in cui la parola inclusione è sulla bocca di tutti, si torna finalmente alle origini di questo sport: un Campionato del mondo a Kailua-Kona, sulla Big Island delle Hawaii, disputato in un’unica giornata con uomini e donne al via insieme.

I 2548 triatleti qualificati, di cui appena il 27% donne, ritroveranno tutto ciò che rende unica e celebre questa gara:

  • Una frazione di nuoto di 3800 m nelle acque calde del Pacifico, senza muta, dove i distacchi possono formarsi rapidamente anche a causa delle numerose correnti.

  • Un asfalto rovente in bici, 180 km e 1500 m di dislivello positivo, lungo il saliscendi della Queen K Highway fino al giro di boa, sull’isola di Hawaii, prima del ritorno estenuante, spesso con vento contrario.

  • E poi una maratona infernale di 42,195 km, mentre il mercurio sale tra i campi di lava dell’Energy Lab e i rettilinei infiniti di Alii Drive.

Le favorite della gara Elite Women

Saranno 54 le triatlete professioniste al via della gara Elite Women, in programma alle 6:30, le 18:30 in Italia, e ultima tappa dell’IRONMAN Pro Series 2026. In palio ci sarà una parte dei 375.000 dollari statunitensi del montepremi riservato ai professionisti, con 125.000 dollari destinati alla vincitrice, la stessa cifra assegnata al vincitore uomini.

La campionessa del mondo in carica, la norvegese Solveig Lövseth, partirà con il numero F1. Torna a Kona con l’obiettivo di difendere il titolo conquistato in modo spettacolare e inatteso l’anno scorso, al suo primo Campionato del mondo IRONMAN. La norvegese aveva rimontato diverse avversarie negli ultimi chilometri della maratona, imponendosi in 8h28’27.

© IRONMANC/Sean M. Haffey
Solveig Løvseth campionessa nel 2025

La striscia vincente è proseguita nel 2026 con i successi all’IRONMAN Texas negli Stati Uniti e all’IRONMAN Hambourg in Germania, oltre a un quarto posto agli ultimi Campionati del mondo IRONMAN 70.3 di Nizza in Francia.

Tra le atlete che proveranno a interrompere il dominio di Solveig Lövseth c’è la britannica Kat Matthews, due volte vincitrice dell’IRONMAN Pro Series e seconda a Kona l’anno scorso, anche grazie alla maratona più veloce del 2025, corsa in 2h47’23.

© IRONMAN
Kat Matthews

Tre volte medaglia d’argento ai Campionati del mondo IRONMAN, arriva a Kona dopo aver vinto l’IRONMAN Nuova Zelanda, oltre all’IRONMAN 70.3 Geelong in Australia e a Elsinore, in Danimarca, nel corso della stagione 2026.

Anche la tedesca Laura Philipp sarà tra le principali candidate. Campionessa del mondo IRONMAN 2024 a Nizza, l’anno scorso ha chiuso terza a Kona, conquistando il terzo podio consecutivo ai Mondiali IRONMAN. Arriva a questa edizione in piena fiducia, dopo aver stabilito il nuovo record dell’IRONMAN Kalmar 2026, in Svezia, a metà agosto, con il tempo di 8h13’17.

© IRONMAN/Ezra Shaw
Laura Philipp

Le due super favorite, però, restano la britannica Lucy Charles-Barclay e l’americana Taylor Knibb, entrambe di ritorno sull’isola hawaiana con nuove ambizioni. Tutte e due vogliono lasciarsi alle spalle la disavventura vissuta a Kona 2025. L’anno scorso erano in lotta per la vittoria sullo stesso percorso, prima di essere costrette al ritiro durante la corsa a piedi.

© IRONMAN
A lungo appaiate in testa l’anno scorso, Taylor Knibb (a sinistra) e Lucy Charles-Barclay (a destra) furono poi costrette al ritiro.

Lucy Charles-Barclay ha rinunciato ai Mondiali IRONMAN 70.3 di Nizza per rifinire la preparazione in vista di questa gara, che conosce bene dopo averla vinta nel 2023. Taylor Knibb, invece, a Nizza ha conquistato il suo quarto titolo mondiale IRONMAN 70.3, ma sulla distanza regina la vittoria continua a sfuggirle, come dimostra il secondo posto all’IRONMAN Texas dello scorso aprile.

Una folta schiera di outsider a caccia del podio

La canadese Paula Findlay disputerà a Kona il suo primo Campionato del mondo IRONMAN. Si è affermata come una seria candidata sulla lunga distanza vincendo in modo impressionante l’IRONMAN Lake Placid negli Stati Uniti il 19 luglio scorso, al suo debutto assoluto su un IRONMAN.

© IRONMAN/Patrick McDermott
Paula Findlay

Anche la svizzera Julie Derron sarà tra le debuttanti più attese. Medaglia d’argento ai Giochi olimpici di Parigi 2024, si è qualificata per Kona vincendo l’IRONMAN Thun in casa, in Svizzera, all’inizio di luglio, e ha proseguito la preparazione per le Hawaii con il secondo posto ai Mondiali IRONMAN 70.3 di Nizza.

La profondità del campo partenti sarà rafforzata anche dalla neozelandese Hannah Berry, quarta a Kona l’anno scorso. Ha conquistato molto presto la qualificazione per le Hawaii 2026, chiudendo seconda all’IRONMAN Nuova Zelanda a marzo, prima di crescere di condizione nel corso della stagione e vincere, tra le altre gare, l’IRONMAN 70.3 Sunshine Coast in Australia il 13 settembre scorso.

L’austriaca Lisa Perterer, quinta a Kona l’anno scorso alla sua prima apparizione sull’isola, ha seguito un percorso di preparazione simile. La vittoria all’IRONMAN Cozumel in Messico, alla fine del 2025, le ha tolto presto la pressione della qualificazione per le Hawaii 2026. Ha così potuto preparare con serenità questo appuntamento, ottenendo due quinti posti all’IRONMAN Hambourg in Germania e a Lake Placid negli Stati Uniti, a metà stagione.

Tre francesi in gara tra le Elite

Quattro professioniste francesi avevano conquistato il pass per questa edizione 2026. Ma Julie Iemmolo non ci sarà. Infortunata al polso, la triatleta del sud della Francia aveva dovuto ritirarsi ai Mondiali 70.3 di Nizza. Una settimana più tardi era tornata alle gare vincendo il triathlon M di Istres e aveva completato il primo lungo allenamento di nuoto a una settimana dall’appuntamento iridato. Troppo tardi per sperare di essere competitiva.

Marjolaine Pierré, invece, è regolarmente arrivata a destinazione. Il quinto posto di Nizza le ha lasciato diversi rimpianti, ma anche qualche certezza, soprattutto sulle sue capacità in bici. Come ci ha spiegato il giorno dopo la gara di Nizza, cercherà soprattutto di non farsi sopraffare dalla portata dell’evento, come era accaduto l’anno scorso al suo debutto alle Hawaii.

© Insta perso
Marjolaine Pierré durante la ricognizione alle Hawaii

Annę-Sophie Pierre scoprirà Kona quest’anno e ha fatto di tutto per acclimatarsi alle condizioni specifiche, arrivando sull’isola alla fine di settembre.

Nikita Paskiewiez, qualificata grazie al terzo posto all’IRONMAN Lanzarote 2026 in Spagna, affronterà anche lei Kona per la prima volta, dopo aver chiuso i Mondiali IRONMAN 70.3 2026 al 28° posto.

Un campo partenti maschile mai così competitivo

Tra gli uomini, al via alle 6:20 del mattino, le 18:20 in Italia, il campione in carica norvegese Casper Stornes non potrà difendere la corona conquistata l’anno scorso a Nizza. Investito da un’auto il 25 settembre scorso durante un allenamento, Stornes ha dovuto rinunciare alla gara e curare una frattura della clavicola destra e della vertebra L3.

© IRONMAN
L’anno scorso la Norvegia aveva firmato una tripletta ai Mondiali IRONMAN di Nizza

La Norvegia perde così un elemento chiave, ma potrà contare su altre due carte: Gustav Iden, campione proprio qui nell’ottobre 2022, e soprattutto l’irresistibile Kristian Blummenfelt, apparso in forma smagliante all’ultimo IRONMAN 70.3 di Nizza. Con qualche chilometro in più a piedi, «Big Blu» avrebbe probabilmente raggiunto gli avversari sulla Promenade des Anglais, strappando il titolo mondiale al neozelandese Hayden Wilde. Si è dovuto accontentare del secondo posto, al termine di una mezza maratona corsa in 1h05’12, un risultato che fa ben sperare in vista delle Hawaii, se riuscirà a mantenere questo livello di forma. La sua stagione è stata segnata anche dalla vittoria all’IRONMAN Texas negli Stati Uniti il 18 aprile, con una maratona chiusa in 2h30’47.

© IRONMAN/Pablo Blazquez Dominguez
«Big Blu» ha mostrato una forma scintillante il mese scorso a Nizza

Il compagno di squadra Gustav Iden, vicecampione del mondo IRONMAN 2025, non si nasconderà: ha già vinto a Kona nel 2022 e sa come si fa. Sembra inoltre essere tornato ai suoi livelli migliori, come dimostra il secondo posto all’IRONMAN Hambourg in Germania alla fine di giugno.

© IRONMAN / Pablo Blazquez Dominguez
Gustav Iden

Il belga Marten Van Riel sembra aver completato alla perfezione la transizione verso l’IRONMAN. Se il connazionale Jelle Geens brilla sulla mezza distanza, lui ha fatto suo il formato regina. Quest’anno ha vinto la gara di Lake Placid negli Stati Uniti e chiuso secondo in Texas. Conosce però meno bene il percorso e l’atmosfera hawaiana rispetto ai suoi principali avversari, non avendo mai corso qui prima.

© IRONMAN
Marten Van Riel, vincitore a Lake Placid in questa stagione

L’esatto contrario di Patrick Lange, il tedesco tre volte vincitore a Kona, l’ultima nel 2024, e ultimo rappresentante della generazione precedente, quella che spesso dedicava un’intera carriera alla distanza mitica.

Nel 2018 fu il primo a infrangere il muro delle otto ore a Kona. Secondo a Lanzarote in Spagna lo scorso maggio e nono al Challenge Roth in Germania all’inizio di luglio, da allora non è più tornato in gara, risparmiando energie preziose in vista di quello che, a 40 anni, dovrebbe essere uno dei suoi ultimi Kona. Ha annunciato infatti il ritiro al termine della stagione 2027. Le sue qualità nella corsa, la conoscenza del percorso e la sua esperienza tattica potrebbero rivelarsi alleate preziose.

© Donald Miralle / IRONMAN
Il veterano Patrick Lange, vincitore nel 2024

Il connazionale Jonas Schomburg, anche lui proveniente dal triathlon olimpico, potrebbe aiutarlo a tenere alti i colori della Germania. Vincitore dell’IRONMAN Kalmar in Svezia a metà agosto, in 7h22’57, il 32enne avrà come unico svantaggio la scarsa esperienza a Kona.

Ma anche il francese Sam Laidlow non ne aveva molta quando chiuse secondo la gara nel 2022. Campione del mondo IRONMAN l’anno successivo a Nizza, ha poi ottenuto il 18° posto a Kona nel 2024 e il quinto ai Mondiali IRONMAN 2025 di Nizza. Nel 2026 ha corso con grande efficacia: vittorie all’IRONMAN 70.3 Valencia in Spagna ad aprile, all’IRONMAN Lanzarote in Spagna a maggio, al Challenge Roth in Germania a luglio, con il nuovo record di 7h21’04, e al Challenge Samarkand in Uzbekistan a metà settembre. Il confronto con i suoi acerrimi rivali norvegesi è molto atteso.

In assenza di Léon Chevalier, quarto a Kona nel 2024, Sam Laidlow sarà affiancato dai rookie Pierre Le Corre e Vincent Luis. Dopo anni condivisi e ricchi di successi nella squadra olimpica francese, entrambi hanno scelto la strada dell’IRONMAN e si ritroveranno per la prima volta sulla Big Island.

Il bretone Le Corre, 36 anni, si è qualificato molto presto, a marzo, chiudendo secondo l’IRONMAN Nuova Zelanda al suo debutto sulla distanza, con un Sub8 in 7h48’26. Ha concluso la preparazione con il secondo posto al Triathlon XL de Gérardmer all’inizio di settembre.

© Thomas Devard
Pierre Le Corre all’ultimo triathlon di Gérardmer

Vincent Luis ha ottenuto il pass a 37 anni, chiudendo quarto all’IRONMAN Texas negli Stati Uniti, nell’aprile 2026, in 7h25’29. Il secondo test di preparazione su IRONMAN dell’anno è stato purtroppo accorciato dal caldo estremo: 125 km invece di 180 in bici e una mezza maratona invece della maratona a Francoforte in Germania, a giugno, dove aveva chiuso quinto. Speriamo che il due volte campione del mondo olimpico non paghi troppo la mancanza di riferimenti e riesca a mettere in scena quella che potrebbe essere la sua ultima danza.

La pattuglia dei Pro francesi sarà completata da Nathan Guerbeur, Arnaud Guilloux e Damien Le Mesnager. Arthur Horseau ha dovuto rinunciare per un infortunio ai tendini di una caviglia e al tendine d’Achille.

2427 triatleti ai Mondiali IRONMAN

Saranno 2427 i triatleti delle categorie d’età, secondo i dati ufficiali dell’organizzazione, a partecipare ai Campionati del mondo IRONMAN nella mecca del triathlon. Tra loro ci saranno 156 francesi, sempre secondo le cifre ufficiali, che fanno della Francia la quarta delegazione più numerosa, alle spalle di Stati Uniti, con 589 qualificati, Germania, con 279, e Australia, con 166.

La categoria maschile più numerosa è quella 55-59 anni, con 276 triatleti in lotta per il titolo mondiale. Tra le donne, due categorie condividono il primato: 30-34 anni e 45-49 anni, con 85 qualificate ciascuna. La partenza delle prime batterie è prevista alle 6:38, le 18:38 in Italia, secondo la seguente suddivisione: